Lo stile di vita sedentario, il telelavoro e i ritmi incalzanti della società attuale limitano sempre più il nostro stare all’ aria aperta e di conseguenza la nostra esposizione alla luce solare. Il sole rappresenta, oggi più che mai, una preziosa fonte di vitamina D per mantenere il nostro corpo in salute e vivere più a lungo.

Sempre più spesso la carenza di questa molecola si fa largo all’ interno della nostra popolazione, colpendo indistintamente tutte le fasce della popolazione. La vitamina D è coinvolta in numerose reazioni metaboliche all’ interno del nostro corpo. Di queste ricordiamo la modulazione dell’assorbimento del calcio contribuendo alla salute delle ossa e l’influenza sui livelli di epcidina intervenendo sulle concentrazioni ematiche di ferro. Ma questi due esempi non sono esaustivi per descrivere le molteplici reazioni enzimatiche alla quali partecipa questa importante molecola.

Il 10% di vitamina D si assume tramite gli alimenti mentre il restante 90% viene sintetizzato a livello della pelle in seguito all’ esposizione solare. Il protrarsi delle nostre attività in ambienti chiusi e lontani dal sole ci porta ad una carenza cronica, che affligge gran parte della popolazione. Non di meno, il fabbisogno di questa vitamina è aumentato negli atleti e di conseguenza la carenza è maggiore se si praticano sport indoor. Inoltre, la pratica di un’ attività all’ aperto non sempre garantisce una sintesi adeguata di vitamina D, a causa dell’abbigliamento tecnico indossato dall’ atleta. Infine, la presenza di crema solare a livello cutaneo non permette il passaggio delle radiazioni che assolvono il compito di sintetizzare la forma attiva di questa vitamina.

La soluzione? 10-15 minuti di esposizione al sole di mezzogiorno, per 1-2 volte alla settimana, mettendo a nudo almeno il 20% della nostra superficie cutanea.

E nei mesi invernali? La potenza del sole è diminuita a causa dell’inclinazione dei raggi solari. In questo caso bisogna prestare attenzione ai propri livelli ematici di vitamina D e dove sia presente una carenza importante procedere con l’integrazione.

Un’indagine alimentare accuratamente pianificata può aiutarvi a rilevare eventuali deficit di assunzioni, in base al periodo e l’attività sportiva svolta. La consulenza tramite un professionista del settore è consigliata per non incorrere in sovradosaggi tossici. Ci teniamo a ricordare inoltre, che questa vitamina è fondamentale per chi pratica sport e voglia mantenere costante la sua performance senza cali nel tempo.

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