Un bicchiere di vino rosso al pasto viene spesso raccomandato anche dai professionisti della salute per le sue qualità benefiche. Ma quali sono i suoi reali effetti e come deve essere considerato il suo apporto all’ interno delle nostre abitudini alimentari?

È ben nota, nel vino rosso, la presenza del resveratrolo, molecola funzionale facente parte del gruppo dei polifenoli. Questa sostanza porta dei comprovati benefici al nostro organismo, con particolare riferimento all’ apparato cardiovascolare, all’ invecchiamento e alle sue proprietà antiossidanti. Tuttavia sono diverse le considerazioni da fare riguardo una sua ottimale assunzione. Il resveratrolo è presente principalmente all’ interno dell’uva nera e dei mirtilli ma lo si ritrova anche negli arachidi e nel cacao. Le quantità di questa molecola presenti nel vino sono di molto inferiori rispetto agli alimenti pocanzi elencati e sono altresì soggette a variazioni in base al grado e tipologia di fermentazione. Non di meno, da tutto ciò il vino bianco è escluso e l’alcol presente all’ interno apporta più svantaggi che benefici al nostro organismo. Quest’ultimo infatti è da considerare come un veleno per il nostro corpo, indipendentemente dalle quantità. La soluzione più ovvia sarebbe quella di favorire l’assunzione di vino analcolico ma anche in questo caso, oltre a mantenere bassi gli apporti di resveratrolo, non riceveremmo abbastanza consenso dai commensali a tavola. E quindi?

I vantaggi del vino vanno oltre il suo contenuto in polifenoli, che possiamo assumere tranquillamente tramite delle quotidiane assunzioni di frutta fresca come mirtilli e uva nera. Questa bevanda costituisce, soprattutto per la tradizione mediterranea, le fondamenta della convivialità a tavola, caposaldo della piramide alimentare. Quest’ultima infatti presenta alla sua base, non solo la regolare attività fisica ma anche lo star bene a tavola, inteso come momento di piacere da passare con parenti e amici, occasione non solo per gustare i piatti della tradizione regionale ma anche per intrattenersi in dialoghi che portino la felicità durante i nostri pasti. L’essere conviviali permette di dare il giusto tempo agli alimenti per essere masticati, assaporati e digeriti. Non di meno, il dilungarsi in chiacchere porta ad effettuare più pause tra un boccone e l’altro, dando la possibilità al nostro organismo di far insorgere prima il senso di sazietà. Lo stress imposto dalla vita frenetica attuale e i pasti consumati in breve tempo, magari non perfettamente cotti e stando in piedi portano nel lungo termine a effetti indesiderati sulla nostra salute come obesità, disturbi gastrointestinali e deficit nutrizionali.

Il vino da sempre rappresenta l’unione dei commensali a tavola e la sua presenza deve essere vista come un ingrediente fondamentale della convivialità, senza però esagerare. Gli effetti dannosi dell’alcol sulla nostra salute sono ben evidenti ed è per questo che un suo uso attento e moderato è essenziale. Per chi non riesce a rinunciare ad esso, un bicchiere da osteria di Merlot al giorno è più che sufficiente.

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