L’ ecosostenibilità a tavola è divenuta una questione scottante, soprattutto negli ultimi anni. L’industria alimentare è alla continua ricerca di valide alternative da presentare al consumatore, per ottimizzare le risorse a nostra disposizione, diminuendo gli sprechi e l’inquinamento. In quest’ottica si inserisce una nuova categoria alimentare, almeno per l’occidente: gli insetti!

Gli alimenti che si basano sugli invertebrati hanno fatto capolino anche nella nostra società, ma quali sono le caratteristiche di questi prodotti e come possono essere inseriti all’ interno di una dieta bilanciata?

Dal punto di vista proteico gli insetti presentano un profilo amminoacidico completo, similmente alla carne di manzo, al pollo e al latte. Apportano inoltre alte dosi di potassio, calcio, ferro e magnesio, oltre che di fibra di cui sono particolarmente ricchi nell’ esoscheletro. Ben rappresentate sono le vitamine B12, la tiamina (B1) e la riboflavina (B2). Inoltre, alcune varietà come la Bombyx mori, presentano elevate concentrazioni di vitamina E. Discorso differente va fatto parlando di grassi: la quota lipidica è estremamente variabile, con valori che vanno da 7g a 73g ogni 100g di alimento. Durante la fase di acquisto bisogna prestare attenzione alla modalità di cottura e conservazione alla quale sono stati sottoposti: esse possono cambiare notevolmente le proprietà bromatologiche del prodotto finale. Dagli insetti vengono altresì ricavate le proteine in polvere, adatte a vari scopi alimentari. In particolare, esse vengono usate anche per la produzione di integratori sportivi, per l’aumento della massa muscolare. Sebbene la qualità di queste proteine possa essere uguale e talvolta superiore a quelle di soia, il loro tempo di efficacia risulta diminuito a causa dei composti presenti nell’ esoscheletro che ne rallentano l’assorbimento. Lo sportivo che vorrà sfruttare la finestra anabolica al termine dell’allenamento, potrebbe trovare queste proteine limitanti.

Tuttavia, pur rimanendo nell’ ambito zootecnico, l’allevamento di insetti presenta un impatto ambientale drasticamente ridotto rispetto a quello di manzi, suini e pollame. Basti pensare che il rapporto di conversione alimentare (FCR) per la carne di manzo è compreso tra 6 e 25 mentre quello per gli insetti tra 1,47 e 5,3.

Tutto ciò rende questi piccoli animali una valida alternativa ai prodotti derivati dai mammiferi, e in alcuni casi, anche ai prodotti vegetali.

L’assunzione di insetti a scopo alimentare non fa parte della nostra tradizione e difficilmente lo sarà in un prossimo futuro, ma l’utilizzo di prodotti derivati da essi come alcuni integratori dovrebbe essere incentivato per iniziare un percorso globale incentrato sull’ ecosostenibilità, la diminuzione degli sprechi e di conseguenza dell’inquinamento ambientale.

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