Test genetico, sport e performance!

LA NUTRIZIONE PERSONALIZZATA

La nutrizione personalizzata è un concetto ben presente parlando di alimentazione, ma spesso è difficile fornirne una descrizione accurata e concreta. Non di meno, la voglia da parte di un atleta di aumentare costantemente la sua performance si scontra di frequente con alcuni limiti, interni ed esterni al proprio corpo, per i quali risulta difficile trovare un giusto compromesso. I test genetici oramai sono alla portata di tutti. Ma, sebbene essi siano facilmente eseguibili in autonomia anche tra le mura domestiche, la loro spiegazione viene spesso riassunta in qualche riga a tergo del referto, indubbiamente non sufficiente a descrivere una situazione così complessa per la quale solo in futuro si potrà avere l’ultima sentenza.

Parlando di sport, come può l’analisi di alcune varianti alleliche ottimizzare la prestazione?

COME FUNZIONA IL TEST GENETICO

Il test genetico in alimentazione analizza diverse varianti in specifici geni coinvolti nel metabolismo di molecole e nutrienti, a loro volta protagonisti centrali del nostro metabolismo. Questo test non fornisce però un risultato binario del tipo “funziona – non funziona”, “ho l’intolleranza – non ho l’intolleranza”. Questa analisi ci fornisce delle informazioni sulla predisposizione ad alcune condizioni metaboliche, che tramite diversi fattori, come l’alimentazione, possono essere modificate, prevenendone l’insorgenza e ottimizzandone il funzionamento.

NUTRIGENETICA NELLO SPORT

In ambito sportivo, la conoscenza di alcune di queste varianti può predire come una certa sostanza assunta venga metabolizzata o meno, potendo agire di conseguenza sulle sue modalità di impiego. Un esempio pratico può essere fornito parlando di vitamina D: sapere se il metabolismo a livello genico funziona correttamente ci permette di predire la possibile carenza come anche l’utilità o meno dell’integrazione. Allo stesso modo, l’analisi dei geni associati al metabolismo della caffeina, possono distinguere la persona meno sensibile da quella più sensibile, fornendoci dei dati preziosi su quali soggetti questo aiuto ergogenico avrà più effetto durante l’esercizio e su quali invece no. Una variante per il sovra-assorbimento del ferro, che può essere dannosa per un soggetto non sportivo, può trasformarsi invece in un dato prezioso per l’atleta il cui fabbisogno di questo minerale è aumentato, portando di conseguenza ad un’ottimizzazione della performance.

LA VERA MEDICINA PREVENTIVA

I campi di indagine nell’ambito della nutrigenetica e nutrigenomica sono molteplici e gli studi in questo campo diventano sempre più estesi ogni giorno che passa. Sebbene al momento la ricerca scientifica sia ancora agli inizi, per alcune di queste varianti ci sono abbastanza dati per fare delle prime valutazioni. Ciò che per una persona normale assume i connotati della medicina preventiva (quella vera) in un uno sportivo ciò si traduce in un’ottimizzazione della performance a livello nutrizionale che parte a monte del processo, ancora prima di sedersi a tavola.

ATTENZIONE ALL’INTERPRETAZIONE DEI DATI

La nutrigenetica rappresenta per molti il primo passo per una nutrizione personalizzata vera e propria e per alcuni lo step successivo per ottimizzare la performance fornendo al proprio organismo solo le sostanze giuste che è in grado di metabolizzare appieno. Benchè queste analisi siano alla portata di tutti, il nostro consiglio è quello di confrontarsi sempre con un professionista specializzato in ambito nutrigenetico per un’interpretazione del referto che spesso va oltre i dati forniti da quest’ultimo.

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