I carboidrati sono da sempre i protagonisti indiscussi dell’attività sportiva, fornendo energia prontamente disponibile prima e durante la gara, nonché un substrato ottimale per il recupero delle riserve di glicogeno al termine dell’esercizio. In commercio si trovano sotto diverse forme: zuccheri semplici, maltodestrine e super amidi modificati.

Ma quali sono le considerazioni da fare a livello metabolico?

Diversi sono i fattori che influiscono sull’assorbimento e quindi l’utilizzo degli sport drink in commercio: il pH del liquido, come anche il volume e la temperatura, l’osmolarità, la viscosità e il contenuto di acido all’interno. Non di meno, l’assorbimento a livello intestinale è regolato dallo svuotamento gastrico: uno stomaco sotto stress rilascia più lentamente i prodotti della digestione all’intestino, diminuendo di conseguenza l’assorbimento anche di composti ipo-osmotici. L’utilizzo di super amidi modificati termicamente può essere un vantaggio, nel ridurre lo stress gastrointestinale e garantire un rifornimento energetico più adeguato. Il Vitargo® e l’Ucan® si inseriscono in questo contesto con due profili energetici diversi in relazione ai quali ci teniamo a fare delle considerazioni.

Il primo rappresenta l’evoluzione delle maltodestrine: pur avendo una bassa osmolarità, presenta un alto peso molecolare rispetto a quest’ultime, aumentando significativamente la velocità di assorbimento intestinale e quindi l’innalzamento della concentrazione ematica di glucosio. Questa soluzione polimerica inoltre facilita lo svuotamento gastrico eliminando l’effetto a collo di bottiglia che si viene a creare a livello dello stomaco. Va da sé che l’utilizzo di questo composto al termine dell’esercizio permette una sintesi più rapida del glicogeno muscolare, punto critico in atleti coinvolti in sessioni sportive multiple con un tempo limitato tra un match e l’altro.

L’Ucan®, anch’esso dall’alto peso molecolare, viene al contrario digerito solo in parte a livello gastrico garantendo un assorbimento lento e costante nell’ intestino. Ciò garantisce una curva glicemica controllata e costante nel tempo, evitando picchi di glucosio come anche di insulina. Entrambi questi fenomeni sono responsabili di alcuni effetti negativi che possono incidere sulla prestazione sportiva. La formazione del picco glicemico crea molte volte un successivo calo drastico delle concentrazioni di glucosio, portando ad una fase temporanea di ipoglicemia. Una secrezione elevata di insulina invece, blocca la lipolisi e la movimentazione dei grassi ad uso energetico, rendendo i carboidrati l’unica fonte da cui trarre energia per il movimento del muscolo. Va da sé che l’utilizzo di questo super amido può portare notevoli vantaggi non solo nel mantenimento di un’ottima composizione corporea nel tempo, ma anche nella prestazione sportiva in sport di lunga durata o nei quali non è possibile un’assunzione costante di substrati, dal momento che l’organismo può fare affidamento anche sul metabolismo lipidico, non essendo esso inibito dall’insulina. In entrambi i casi si ha un risparmio netto di glicogeno che può essere utilizzato negli attimi finali della competizione come anche velocizzare il ripristino delle riserve energetiche nella fase di recupero.

Si evince quindi come non tutti i carboidrati, semplici o complessi, presenti in commercio sono uguali e come un’attenta scelta dello sport drink ideale può portare a effetti positivi come negativi nel breve e lungo termine.

Una consulenza nutrizionale mirata può aiutarti nello scegliere il combustile più adatto alle tue esigenze.

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