Ristoro di gara: come sfruttarlo al meglio!

APPROCCIARSI AL RISTORO

Nella maggior parte delle competizioni di endurance, l’organizzazione di gara prevede dei punti di ristoro presso i quali l’atleta può rifornirsi di alimenti solidi e liquidi prima di continuare la sua corsa. Sebbene queste postazioni siano fondamentali per fare il carico di energia, un loro uso scorretto può influenzare negativamente il raggiungimento del proprio fabbisogno energetico, con un decremento sensibile della performance. Ecco alcune utili indicazioni da tenere a mente quando ci si appresta a consumare un pasto presso un ristoro di gara.

LE INDICAZIONI:
  • Presso i ristori non si devono assumere alimenti troppo complessi o verso i quali sussiste anche una minima sensibilità. Ciò che è un piccolo disturbo al di fuori dell’allenamento potrebbe ampliarsi durante un’attività agonistica intensa.
  • Evitare le “bombe d’acqua o di altri liquidi in genere. Non si deve arrivare ai ristori disidratati: ciò comporterebbe un’assunzione esagerata di liquidi, che oltre a non essere utile per la reidratazione, favorirebbe disturbi gastrointestinali influenzanti negativamente la prestazione.
  • Utilizzare gli alimenti disponibili ai ristori per rinfrescare il palato. Preferire alimenti salati o dal gusto e dalla consistenza diversi rispetto alle barrette/gel/sali minerali disponibili in tasca, in modo da non favorire la fatica indotta dal gusto, soprattutto nel contesto di eventi di endurance.
  • Se sono disponibili degli integratori sportivi sul tavolo (sali minerali/barrette/gel), assumerli solo se conosciuti e già provati in altre situazioni. Una competizione non è il momento ideale per sperimentare nuovi alimenti, soprattutto se processati (i quali possono contenere sostanze sensibilizzanti).
  • Assumere eventuali aiuti ergogenici presso i ristori. Questi prodotti sono accompagnati solitamente da una consistenza e sapore poco gradevoli che porta all’ingestione di liquidi in grandi quantità per risciacquare il palato. Assumerli durante la gara potrebbe portare ad esaurire le poche scorte idriche a disposizione.
  • Nel caso di competizioni in semi-autosuffcienza, i semplici snack presenti sul tavolo, uniti ad un passaggio rapido e in velocità, non garantiscono delle assunzioni sufficienti a coprire il proprio fabbisogno energetico in corsa. Alcune porzioni andranno raddoppiate rispetto a competizioni con ristori più frequenti lungo il percorso. In questo caso risulteranno fondamentali altresì le basi vita, con alimenti più complessi e un tempo di fermata più lungo che permettono di assestare al meglio il proprio carico energetico.
PROGRAMMARE L’ALIMENTAZIONE

Si evince quindi come si debbano programmare prima della partenza le quantità e le tipologie di cibo necessarie a concludere la gara, utilizzando il profilo altimetrico, la distanza, l’intensità di corsa nonché la durata come parametri di base. Si dovrà quindi capire quali sono gli alimenti che possono essere portati appresso e quali invece quelli che saranno disponibili ai ristori. E’ doveroso ricordare che un atleta necessità tra i 40g e i 60g di carboidrati l’ora (in alcuni casi fino a 90g) per mantenere un’intensità di lavoro costante.

Un’ ottimizzazione dell’uso del ristoro non influenza positivamente solo la prestazione ma anche la logistica di gara, fondamentale in quelle competizioni dove la semi-autosufficienza è una caratteristica preponderante.

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