Posso fare uno sgarro?

UNA DOMANDA SPONTANEA

Il concetto di sana e corretta alimentazione spesso viene accostato all’impossibilità di concedersi un peccato di gola. La domanda sorge spontanea nello studio del nutrizionista: posso concedermi uno sgarro? Non di meno, la questione si complica parlando di sportivi che sono alla ricerca di un aumento continuo della propria performance, per i quali un pasto libero rappresenta un ostacolo insormontabile al loro obiettivo. Ma è davvero così?

Analizziamo la questione!

SGARRO E PASTO LIBERO

Si deve innanzitutto distinguere il pasto libero, un evento programmato come una cena o una festa con gli amici, dallo sgarro vero e proprio, un’assunzione di cibo improvvisata e non prevista. Sebbene in alcuni regimi alimentari particolari come quello chetogenico e low FODMAPs, sgarro e pasto libero non possano essere concessi, nel contesto di una sana alimentazione e di una costante attività fisica diventano trascurabili. Non di meno, il pasto libero, a differenza dello sgarro, ci permette di riorganizzare con anticipo la nostra alimentazione per quella giornata specifica, annullando, nella maggior parte dei casi, eventuali effetti negativi apportati dai cosiddetti “Junk food”.

I CONCETTI CHIAVE

Parlando di alimentazione nello sport, pochi concetti chiave possono aiutarci ad affrontare lo sgarro senza sensi di colpa:

  • Niente abbuffate nei giorni precedenti o immediatamente successivi ad una competizione per non interferire con la giusta preparazione pre-gara e un adeguato recupero;
  • Attenzione alla compensazione calorica: eliminare un pasto della giornata per controbilanciare lo sgarro, è una pratica errata che può portare a carenze di micronutrienti, fondamentali durante l’esercizio;
  • La frequenza del pasto libero deve essere commisurata alla disciplina sportiva svolta, nonché alla frequenza e intensità degli allenamenti. Un ciclista che pedala 3 ore al giorno tutti i giorni potrà permettersi più strappi alle regole rispetto ad uno che pedala 3 ore alla settimana;
  • Programmiamo in anticipo un eventuale pasto libero in modo da poter riorganizzare efficacemente i pasti precedenti e successivi. In questo modo non verranno arrecati danni ad un eventuale programma alimentare che si sta seguendo.
SIAMO FLESSIBILI

L’essere umano è un organismo flessibile in grado di adattarsi ad eventuali stress esterni che possono metterlo alla prova (lo sgarro è uno di questi). Per questo motivo un pasto libero, all’interno di un regime alimentare equilibrato, può essere gestito in maniera adeguata dal nostro organismo, a patto che non se ne faccia un abuso. In quest’ottica è utile ricordare che se siamo abituati ad una sana alimentazione, sarà il nostro stesso corpo a dirci quando fermarci (segno che abbiamo trovato il giusto equilibrio con esso).

LA MENTE CONTA!

Non di meno, la soddisfazione di un pasto tal fatto porta ad uno stato di salute psicologica che permette di protrarre un regime alimentare per tempi più lunghi con notevoli ricadute positive in ambito di prestazione sportiva.

SEMPRE CON MODERAZIONE

In conclusione, SI allo sgarro anche nello sportivo, a patto che non diventi troppo frequente e che sia inserito nel contesto di un’alimentazione equilibrata con il giusto apporto di macro e micronutrienti.

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