L’importanza della nutrizione ospedaliera

OLTRE LA NUTRIZIONE FISIOLOGICA

Sempre più spesso una corretta nutrizione viene indicata come la strategia migliore per raggiungere un ottimo stato di salute, per preservarlo e per diminuire gli effetti avversi di determinate patologie. Saper scegliere i giusti nutrienti per la propria condizione clinica è un “must” per garantire un recupero veloce ed efficace. Ma troppo spesso, questo lato delle cure viene trascurato, soprattutto da parte di quelle strutture che hanno in carico la nostra salute, quali ospedali e degenze a medio-lungo termine.

LA MALNUTRIZIONE IN CLINICA

Recenti sondaggi mostrano come il rischio di incorrere in uno stato di malnutrizione presso una struttura clinica si attesta ancora al 44%. Questa situazione si aggrava se il soggetto che effettua l’accesso al reparto si presenta già malnutrito, con un BMI inferiore al 18,5, una perdita di peso eccessiva nei 6 mesi precedenti o gravi carenze e squilibri di particolari micronutrienti. Sia che l’ingresso in ospedale sia dovuto ad un trauma o ad una malattia improvvisa, sia che sia dovuto ad un’operazione chirurgica programmata, un adeguato protocollo di valutazione nutrizionale è fondamentale.

L’ALIMENTAZIONE DURANTE LA DEGENZA

In questo contesto l’organismo va incontro ad uno stress che altera il metabolismo energetico, la sensibilità all’insulina, nonché aumenta notevolmente lo stato ossidativo e il catabolismo muscolare favorendo uno stato di sarcopenia. La nutrizione deve essere considerata parte integrante della terapia farmacologica: un protocollo dietetico personalizzato deve essere implementato 7-14 giorni prima dell’ingresso in ospedale, sia in soggetti malnutriti che nutrizionalmente sani. Nel caso di un accesso non programmato, il piano dietetico deve essere messo in atto entro 24-36 ore per fornire al paziente il giusto pool di nutrienti per affrontare lo stress metabolico in corso. La quota proteica, in particolare di amminoacidi, deve essere aumentata per sostenere l’anabolismo muscolare, l’apporto calorico totale deve essere rivisto in base alla specifica situazione e deve essere altresì implementata l’immuno-nutrizione tramite integrazione di arginina, glutammina e omega-3.  

SEGUIRE IL PAZIENTE CON CURA

Il paziente deve essere seguito anche a casa, soprattutto nei casi in cui non sia in grado di soddisfare in autonomia le proprie necessità nutrizionali. Un’alimentazione non corretta può aumentare il tempo di recupero anche di diversi mesi.

I NUMEROSI VANTAGGI

Gli studi mostrano come il prendersi cura della nutrizione del paziente porta a tempi di convalescenza più brevi, minor rischio di morbidità e mortalità, nonché un recupero più efficiente. Va da sé che questo si rispecchia anche in un uso diminuito di farmaci e delle strutture ospedaliere rivelandosi un metodo semplice, sicuro e a basso costo per diminuire significativamente le spese del sistema sanitario.

Richiedete sempre una valutazione nutrizionale presso un professionista della nutrizione prima di intraprendere un percorso clinico o nel caso di infortunio, per preservare la vostra muscolatura, la salute metabolica e garantirvi una guarigione più rapida ed efficace.

Torna su