La nutrizione nell’atleta viaggiatore

LE GARE ALL’ESTERO

Le competizioni svolte all’estero sono ampiamente presenti in diversi calendari agonistici e richiedono all’atleta una capacità adattativa supplementare per controbilanciare gli effetti del cambio di latitudine. La de-sincronizzazione del proprio orologio biologico unita alle difficoltà intrinseche di una trasferta attraverso diversi fusi orari, influenza negativamente la performance sul luogo di destinazione. In questo senso, come ci può aiutare una corretta nutrizione? Ecco alcune indicazioni!

IL PRE-PARTENZA

Prima della partenza l’atleta deve documentarsi sulle tipologie di alimenti presenti alla meta e, se necessario, provvedere insieme alla sua squadra, a portarsi appresso alcuni cibi necessari per ovviare a possibili carenze nutrizionali durante la sua permanenza all’estero.

La carenza di fibre e prodotti freschi è ampiamente presente durante i viaggi e i soggiorni in alberghi e villaggi. Non di meno, quest’ultimi spesso garantiscono all’atleta solamente i pasti principali e non gli spuntini, fondamentali per sostenere i fabbisogni energetici dell’atleta nel caso di allenamenti programmati in loco. Al contrario, la possibilità di avere a disposizione ampi buffet presso queste strutture deve mettere in guardia l’atleta da un comportamento stile “vacanza”, con grandi abbuffate che porterebbero ad un deterioramento della composizione corporea. Prima della trasferta può essere utile l’integrazione con probiotici specifici per ovviare alla carenza di fibre, controbilanciare eventuali effetti intestinali indesiderati e allo stesso tempo per mantenere efficiente il proprio sistema immunitario.

DURANTE IL VIAGGIO

Durante il viaggio è preferibile consumare piccoli spuntini ma più frequenti, piuttosto che pasti abbondanti. Si devono evitare anche caffeina e alcolici, sostanze che interferiscono pesantemente sul nostro orologio biologico ritardandone il corretto allineamento con il luogo di destinazione.

Un’attenzione particolare deve essere rivolta all’idratazione. L’aria secca e la pressurizzazione della cabina d’aereo favoriscono una disidratazione impercettibile, che se non controbilanciata porta l’atleta disidratato sulla linea di partenza, soprattutto se la competizione avviene nelle primissime ore dopo l’atterraggio.

A DESTINAZIONE

Nei primi giorni a destinazione, per aiutare il nostro organismo a riprendersi più velocemente sono da favorire alimenti ricchi di carboidrati nelle ore antecedenti il sonno e alimenti ricchi di proteine durante il giorno.

L’integrazione con melatonina un’ora prima di coricarsi può aiutare nella fase di addormentamento. Tuttavia, la non regolamentazione di questo integratore, non garantisce la purezza della molecola fornita dal produttore. La sua efficacia deve essere testata personalmente prima della partenza.

NON SOLO ALIMENTAZIONE

Sebbene la nutrizione aiuti tantissimo nella regolazione del proprio orologio biologico in seguito ad una lunga trasferta, anche un timing di esercizio adeguato in loco e la programmazione di alcuni sonnellini in relazione al ciclo luce/notte risultano fondamentali per ritrovare al più presto il proprio potenziale atletico.

La scoperta di nuovi luoghi e culture attraverso delle trasferte sportive è sempre affascinante e farlo con le giuste premesse può portare alla conclusione dell’evento sportivo con successo.

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