La partecipazione ad un evento agonistico è l’obiettivo di molti sportivi amatoriali, l’occasione per mettersi in gioco e oltrepassare i propri limiti. Ma una preparazione nutrizionale non adeguata può far terminare questa esperienza prima di poter giungere alla linea del traguardo. Ecco dunque alcuni spunti, al di fuori dei classici canoni dell’alimentazione, da prendere in considerazione per approcciarsi al meglio ad un evento di questo tipo, sia per i neofiti che per gli amatori più esperti.

Partendo dal presupposto che diversi mesi di allenamento e adeguata alimentazione sono indispensabili per poter affrontare una maratona, come anche un trail o un’ultra, la preparazione nutrizionale ad uno specifico evento agonistico poggia su alcuni concetti, che se ignorati , mettono a rischio la riuscita della gara nonché la salute del corridore stesso.

Gli integratori alimentari, sotto forma di barrette, gel e sport drinks devono essere stati testati accuratamente in diverse situazioni di allenamento, prima di poter essere portati con se durante la gara. Molti prodotti trasformati ideati per gli atleti causano disturbi gastrointestinali che il giorno della competizione si acuiscono, non permettendo allo sportivo di svolgere l’esercizio al massimo delle sue potenzialità.

L’assunzione di carboidrati durante la corsa deve iniziare prima dello start e continuare fin dopo il termine dell’evento. Attendere il primo ristoro di gara per iniziare a mangiare è troppo tardi. Il nostro organismo non sarà in grado di stare al passo con le richieste energetiche via via più crescenti.

Prestare attenzione, inoltre, a ciò che offrono i ristori. Molti alimenti, che attirano il nostro gusto, possono avere degli effetti collaterali sull’ apparato gastrointestinale: si devono assumere solamente alimenti noti che non causano problemi e solamente  le cui proprietà nutrizionali possano soddisfare il fabbisogno aumentato del nostro organismo. Alimenti con calorie vuote non giovano alla nostra prestazione atletica. Focalizzandoci sempre sui ristori, la tipologia di cibo va accordata al proprio ritmo di corsa in modo da ottimizzare al meglio il metabolismo energetico: atleti con una media-bassa intensità di esercizio faranno più uso del sistema lipidico. Al contrario atleti che viaggiano ad alta intensità baseranno la loro forza motrice sul metabolismo glucidico.

L’assunzione di liquidi deve essere adeguata ma al contempo non eccessiva. Questo con particolare riferimento alle gare superiori agli 80 km: l’esperienza del runner, le condizioni atmosferiche e l’intensità di lavoro sono quei fattori che indicano la frequenza, le modalità e le quantità di assunzione dei fluidi. Non di meno, nella preparazione dei sali minerali, vanno rispettate le dosi indicate in etichetta dal produttore: modificare la quantità di sali all’interno dell’acqua secondo la propria palatabilità rende inefficiente il prodotto, con dirette conseguenze sulla prestazione. Se una tipologia di sali minerali non è di vostro gradimento per il gusto, sperimentate un’altra marca, ma non giocate con le concentrazioni.

Queste e altre piccole accortezze possono fare la differenza sul campo di gara. Una consulenza nutrizionale in previsione di un evento agonistico può aiutare a chiarire i diversi dubbi che sorgono all’indomani dello start.

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