Integratori contaminati: sicuri dell’etichetta?

UN PROBLEMA EMERGENTE

L’utilizzo di integratori è sempre più frequente con una crescita esponenziale che non accenna a fermarsi. La fetta di popolazione più coinvolta è rappresentata dagli sportivi con assunzioni prettamente motivate da un incremento della performance. Ma spesso si ignorano i protocolli di sicurezza, igiene ed efficacia di questi prodotti tanto che il loro uso attuale è stato definito un problema di salute pubblica emergente. Non di meno, molti integratori sono finiti nell’occhio del ciclone in relazione ad assunzioni non volontarie di doping. Quali concetti pratici è necessario implementare nella scelta e consumo di questi prodotti?

ECCO I PRODOTTI COINVOLTI

Innanzitutto, si deve partire dal presupposto che non solo gli aiuti ergogenici e gli integratori per sportivi sono protagonisti di questo discorso. All’interno ritroviamo anche  multivitaminici, sali minerali, prodotti a base di estratti ed erbe nonché pastiglie brucia grassi, pasti sostitutivi e barrette spezza fame.

I NUMERI

Tra il 30% e il 50% degli integratori presenti in commercio include sostanze non indicate in etichetta, spesso inserite nella lista delle molecole non permesse dalla WADA nonché dannose per la salute se assunte nel medio/lungo termine. L’ 8-9% di essi sono responsabili dell’esito positivo al test anti-doping.

LE CAUSE

Nella maggior parte dei casi la contaminazione deriva da una mancata applicazione delle GMP (Good Manufacturing Practice) durante il processo di produzione. Molte volte, più a monte avviene la contaminazione e più difficile è la sua rilevazione nel prodotto finale. Non di meno, alcuni produttori incrementano volontariamente la concentrazione di talune sostanze per aumentarne l’effetto proclamato. Si deve ricordare infatti, che in molti casi, le aziende produttrici non sono tenute a dimostrare l’efficacia di un prodotto prima della sua commercializzazione.

IL RISCHIO

Sebbene il consumo saltuario di un integratore non rappresenta un rischio, l’assunzione abituale, come avviene nella popolazione sportiva, porta ad un accumulo di contaminanti che nel lungo termine può pregiudicare la carriera nonché la salute dell’atleta.

COME SCEGLIERE

Detto ciò, come e quando assumere un integratore per non correre rischi?

Nel caso in cui l’integrazione sia necessaria in quanto non si riescono a raggiungere le assunzioni adeguate tramite i classici alimenti, si devono prediligere prodotti con certificazione anti-doping riconosciuta da un laboratorio esterno (attenzione ai falsi) che però sia stata effettuata con protocollobatch to batch”, similmente alle aziende farmaceutiche (i cui integratori risultano al momento i più sicuri).

CURARE IL PROTOCOLLO

Bisogna altresì prestare attenzione al protocollo di assunzione e alla possibile cross-reattività con altri integratori per non influenzare negativamente la performance e la propria salute. In questo caso, la consulenza con un professionista del settore risulta utile, non solo per chiarire i propri dubbi ma anche per trovare la tipologia di prodotto che meglio rispecchia le proprie esigenze.

PRIMA DELL’ACQUISTO

Prima di acquistare un integratore o una barretta, chiediti:

  • E’ sicuro?
  • E’ efficace?
  • Sono disponibili le informazioni specifiche del prodotto?
  • Qual è il rapporto rischio:beneficio?
  • Tra i test effettuati (se fatti) ce ne sono di falliti?
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