Conosciuti sin dai tempi antichi, i prodotti delle api sono da sempre utilizzati come rimedi naturali. In particolare, il polline è balzato sotto i riflettori negli ultimi anni per le sue molteplici proprietà nutrizionali e caratteristiche organolettiche; studiato a fondo dalla medicina tradizionale come da quella moderna, è considerato un prodotto che molto si avvicina alla definizione di “alimento perfetto”.

Ma quali sono le peculiarità che lo rendono tale e per quale motivo andrebbe inserito nella nostra alimentazione?

Il polline è raccolto dalle api come prodotto della parte maschile della pianta. Si presenta sottoforma di piccole palline all’interno delle quali sono racchiusi fino a 200 micronutrienti e composti importanti per la nostra salute. È ricco di proteine e amminoacidi essenziali, come anche zuccheri e lipidi, in particolare grassi essenziali; non mancano le vitamine, delle quali quelle del gruppo B sono le più rappresentate, insieme a carotenoidi, minerali e polifenoli. La presenza di quest’ultimi, insieme alle vitamine C ed E ed al glutatione gli forniscono un ottimo potere antiossidante. I flavonoidi presenti inoltre contribuiscono in parte all’eliminazione di alcuni metalli pesanti presenti nei tessuti. La presenza di grassi essenziali, fitosteroli, quercitina, kaempherol e glicosidi dona al polline un potere antinfiammatorio, a volte superiore a quello di alcuni FANS. Inoltre, la glucosio ossidasi presente al suo interno permette un’azione antibatterica e antifungina. Non di meno, il polline svolge una funzione prebiotica, di protezione epatica e di prevenzione dal rischio di aterosclerosi. Infine, è considerato un ottimo integratore per ottimizzare la degenza post-chirurgica, la malnutrizione e la prestazione sportiva. Tutte queste qualità contribuiscono ad aumentare l’importanza della sua assunzione in una dieta varia ed equilibrata, considerandolo uno, se non l’unico, miglior alimento funzionale presente al mondo.

Ma come lo si deve assumere e quali sono alcune precauzioni da tenere a mente?

Il polline così come raccolto dalle arnie, deve essere sottoposto rapidamente ad essicazione per preservarne intatte le qualità organolettiche ed evitare fermentazioni batteriche. In questa fase è fondamentale non oltrepassare la temperatura di 40°C durante l’essicazione: per questo motivo il procedimento a freddo è consigliato. Tuttavia, l’assunzione del polline così come presente in natura, non permette una disponibilità dei nutrienti ottimale, anche se masticato a lungo e per bene. A tal proposito si dovrebbe discioglierlo in acqua calda oppure utilizzare polline sottoposto a processi di estrazione a base di acqua o etanolo, i quali aumentano la biodisponibilità dei composti presenti all’interno.

Bisogna altresì monitorare con attenzione le prime assunzioni, che devono essere a bassi dosaggi: il polline è pur sempre un prodotto grezzo delle api e in alcuni soggetti potrebbe innescare delle reazioni allergiche.

Vogliamo infine sottolineare come, seppur questo alimento sia ricco di composti e micronutrienti essenziali, la loro quantità e varietà dipende dalla specie botanica di provenienza. Non di meno, l’inquinamento ambientale e l’uso inteso di fertilizzanti e pesticidi compromette la salubrità del prodotto finale, portandoci all’assunzione di micotossine e inquinanti ambientali che si depositano nel nostro organismo. Va da sé che la nostra salute passa dapprima attraverso la salute della api che in quest’epoca è messa a dura prova.

Il rispetto del loro ecosistema è fondamentale per garantirci un prodotto naturale ed un alimento funzionale importantissimo per la nostra salute.

Rivolgiti al tuo nutrizionista per capire come il polline possa ottimizzare la tua salute e i tuoi fabbisogni nutritivi, nonché per scegliere in maniera accurata un prodotto ecosostenibile e sicuro per il tuo metabolismo.

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