Glutammina, endurance e recupero

LA GLUTAMMINA

La glutammina rappresenta il 20% del pool amminoacidico dell’organismo ed è coinvolta in numerosi processi metabolici. Inizialmente impiegato in ambito clinico, questo amminoacido ha attirato ben presto la curiosità degli sportivi per i suoi effetti benefici su diversi fattori associati all’esercizio fisico tra cui la performance e la fatica.

LA SUA AZIONE SISTEMICA

Nello svolgimento di un’attività sportiva, la fatica determina il punto di stop, oltre il quale l’atleta non riesce a spingersi senza un adeguato rifornimento di nutrienti. Essa presenta un carattere multifattoriale, determinato da una carenza di substrati energetici, un accumulo di metaboliti tossici, catabolismo cellulare, disidratazione e indebolimento del sistema immunitario e cognitivo. In tutto ciò la glutammina si è rivelata un ottimo espediente per sostenere l’organismo in queste diverse situazioni. Essa rappresenta un deposito circolante di ammoniaca, favorendone l’eliminazione. Non di meno, favorisce la sintesi del glicogeno e prende parte alla gluconeogenesi durante l’esercizio, sopperendo alla mancanza di energia che si crea durante l’allenamento. La glutammina dona altresì il glutammato nella sintesi del glutatione intervenendo in maniera indiretta al contrasto dello stato ossidativo che si genera durante l’attività.

QUANDO ASSUMERLA

L’assunzione di questo amminoacido, in particolare, è indicata durante sforzi intensi e prolungati come le attività di endurance, durante le quali la sintesi di glutammina e il rilascio di quest’ultima dal muscolo sono diminuiti a fronte di una richiesta aumentata da parte dell’organismo e del sistema immunitario. Inoltre, l’assunzione di glutammina e maltodestrine insieme prima dell’esercizio è in grado di creare un effetto sinergico con un ritardo notevole nell’insorgenza della fatica.

I SUOI BENEFICI

I benefici nell’utilizzo di questo amminoacido si ritrovano molteplici situazioni. Al termine dell’esercizio la glutammina è in grado di favorire un recupero più veloce, non solo riparando i danni prodotti al muscolo scheletrico da attività intense e prolungate, ma anche ristabilendo la funzionalità delle cellule immunitarie. L’assunzione di glutammina a basse dosi è risultata valida altresì per preservare la funzionalità e la permeabilità della membrana intestinale, prevenendo e alleviando i disturbi gastrointestinali caratteristici di attività di endurance svolte con temperature elevate.

ALANINA E GLUTAMMINA INSIEME

L’utilizzo contemporaneo di alanina è in grado di creare un effetto sinergico agente su più fronti. Il basso pH dello stomaco riduce l’assorbimento della glutammina, che può essere quindi stabilizzata e aiutata dalla presenza dell’alanina. Infine, la loro unione ottimizza il passaggio di fluidi nell’intestino favorendo una corretta idratazione durante l’esercizio. Gli effetti di questi due amminoacidi insieme possono sostenere anche la fatica e lo stress metabolico imposto da esercizi svolti in condizioni di ipossia dovuta all’alta quota.

CORRETTA ALIMENTAZIONE PRIMA DI TUTTO

Si evince quindi come gli effetti benefici di questo amminoacido durante l’attività sportiva siano diversi. Sebbene, la sua integrazione al termine dell’attività rappresenta un valido aiuto per il recupero, bisogna prestare attenzione alle dosi da assumere prima e durante l’esercizio per evitare interferenze con altri nutrienti, integratori o processi metabolici. Il miglioramento della propria performance sul campo passa anche dall’analisi delle proprie necessità di integrazione e dalle caratteristiche del proprio organismo. Per questo bisogna sempre valutare con attenzione l’assunzione di integratori in concentrazioni differenti da quelle fisiologiche per evitare interferenze con taluni processi metabolici fondamentali per la salute.

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