L’insorgenza di disturbi gastro intestinali è una condizione frequente tra gli atleti, soprattutto durante gli eventi agonistici, molte volte non portati a termine a causa dei dolori e delle complicazioni che avvengono nell’ apparato digerente. Diverse possono esserne le cause: condizioni patologiche in atto, nervosismo il giorno della gara e non di meno un’errata alimentazione prima e durante la competizione.

Nello svolgimento di un esercizio fisico, soprattutto se intenso e prolungato nel tempo, come negli sport di endurance, l’intestino viene sottoposto ad uno stress superiore rispetto alle condizioni di normalità, non permettendogli di funzionare al massimo del suo potenziale. In questo periodo di tempo, l’assunzione di alcune tipologie di alimenti può aumentare ulteriormente il livello di disagio intestinale, portando a sintomi come diarrea, crampi addominali, gonfiore e flatulenza.

Da sempre presi in considerazione come possibile trattamento per la sindrome dell’intestino irritabile, i FODMAPs rappresentano una serie di molecole presenti all’ interno di svariati alimenti e responsabili dell’insorgenza di vari disturbi a livello gastrointestinale. Mentre in una persona normalmente attiva queste molecole possono essere ampiamente tollerate, nello sportivo, anche sano, che intraprende sforzi intensi e prolungati, possono favorire la comparsa di dolori intestinali di vario tipo. I FODMAPs, dall’acronimo inglese Fermentable Oligo- Di- Mono- Saccacharides and Polyols (mono-, di-, polisaccaridi e polioli fermentabili), sono un gruppo di molecole suddivise in 6 categorie, che si ritrovano spesso negli alimenti di tutti i giorni e che riassumiamo di seguito con alcuni esempi di prodotti che ne contengono in maggior quantità:

–        Lattosio ( latte e derivati )

–        Eccesso di fruttosio (miele, mango, pere, mele, asparagi e carciofi Jerusalem)

–        Sorbitolo (mele, pere, avocado, albicocche, anguria, mirtilli, cocco fresco, dolciumi senza zucchero)

–        Mannitolo (funghi, cavolfiore, sedano, patate dolci)

–        Galatto-oligosaccaridi (GOS) (fagioli borlotti, falafels, pistacchi, piselli, latte di soia ottenuto da semi)

–        Fruttani (uva, datteri, fichi secchi, cipolla, aglio, cous cous, orzo, segale, frumento, mango disidratato)

Molti alimenti che si ritrovano presso i ristori di gara, come anche gli ingredienti presenti negli integratori energetici e proteici come gel, barrette e sport drinks, contengono al loro interno molecole appartenenti ad uno o più gruppi sopra esposti. Risulta fondamentale quindi, per lo sportivo agonista che soffre di disturbi gastro intestinali durante la competizione, svolgere un’accurata indagine insieme al suo nutrizionista per verificare se e quali di queste sostanze influiscano sul suo stato generale di salute durante lo svolgimento di una gara.

Il nostro consiglio rimane sempre quello di confrontarsi con un professionista per valutare quali alimenti limitare durante l’esercizio e per trovare valide alternative: una qualsiasi dieta di esclusione deve essere pianificata attentamente parlando di atleti in quanto i fabbisogni energetici e metabolici sono aumentati durante l’esercizio ed evitare l’assunzione di alcuni alimenti senza trovare un’ adeguata sostituzione potrebbe influire negativamente sulle prestazioni in gara.

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