Un’alimentazione sana ed equilibrata inizia ancor prima di approcciarsi ai fornelli o di sedersi a tavola. La fase di acquisto rappresenta la base dalla quale partire per elaborare una dieta adeguata alle nostre esigenze, dinamica e sempre varia, che sappia adattarsi anche agli imprevisti dell’ultimo momento. Ecco perché la scelta di un prodotto piuttosto che di un altro deve essere fatta con attenzione presso lo scaffale del nostro negozio o mercato di fiducia. Tutti gli alimenti posseggono un’ etichetta e, per quanto pigri siamo, dobbiamo imparare a leggerla. Tramite la semplice azione dell’acquisto non influenziamo solo la sicurezza e la salute del nostro fisico, ma anche quella del pianeta e dei tanti lavoratori facenti parte del sistema agroalimentare mondiale.

Ma come si legge e quali sono i particolari da non trascurare?

La prima cosa da fare è soffermarsi sulla lista ingredienti: essi sono elencati in ordine decrescente, da quello presente in quantità maggiore a quello presente in minor quantità o in tracce. Dal punto di vista di un’alimentazione ideale, meno ingredienti sono inclusi in questa lista e più “sano” può essere considerato un tale alimento. Inoltre, non facciamoci ingannare dal nome: molti componenti presentano una dicitura diversa ma fanno parte della stessa famiglia di nutrienti. Ne è un esempio lo zucchero che a volte viene indicato come succo d’uva, sciroppo di glucosio, saccarosio, nettare d’agave o altro. Pur essendo molecole chimicamente differenti gli effetti sul metabolismo, se assunti in grandi quantità, sono ugualmente dannosi.

Bisogna prestare attenzione altresì, agli additivi alimentari. Fanno parte di questa categoria i coloranti, gli addensanti, gli edulcoranti e gli agglutinanti. Tutti hanno la loro funzione specifica e vengono preceduti dalla lettera “E”, come da regolamento europeo. Sebbene la loro concentrazione all’ interno dell’alimento finale sia stata comprovata come non nociva e non apportante effetti indesiderati sull’ uomo, il loro consumo deve essere comunque limitato. Alcuni soggetti infatti potrebbero essere più sensibili di altri verso taluni additivi alimentari.

Importante risulta inoltre la lettura della tabella nutrizionale che ci indica le calorie totali e la ripartizione dei vari macronutrienti. Scegliere un alimento con bassi valori di sale, grassi saturi e un limitato apporto calorico è la scelta giusta. Molte confezioni indicano i valori per porzione di alimento e quindi non si deve nemmeno fare la fatica di calcolare la proporzione sui 100g.

Infine, prestate attenzione alla provenienza del prodotto e dei suoi ingredienti, la zona di lavorazione e di importazione. Tramite queste preziose informazioni si è in grado di scremare prodotti ecosostenibili da quelli dannosi per l’ambiente.

Concludiamo soffermandoci sull’ importanza nella lettura delle certificazioni alimentari che ci garantiscono l’effettiva adesione di quel prodotto ad una campagna o legislazione specifica. Ne sono un esempio l’agricoltura biologica, la pesca ecosostenibile e i prodotti vegan. Solo perché è scritto sul fronte della confezione non vuol dire che lo siano veramente. Ognuna di queste diciture ha un marchio depositato e se non è presente nella confezione l’acquisto deve essere evitato.

Una consulenza presso il vostro nutrizionista di fiducia è in grado di fare ulteriore chiarezza su questi aspetti normativi di cui spesso si trascura l’importanza. Bisogna ricordare altresì, che la presenza di un marchio ecosostenibile su un dato alimento non sempre vuol dire pagarlo a prezzo più alto; non di meno, risparmiare qualche centesimo oggi potrebbe voler significare spendere di più in futuro per pagarne le conseguenze.

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