I ritmi della società moderna ci portano ad assumere i pasti della giornata con tempi e frequenze diversificate. Dal salto della colazione, alla cena a sera tardi, sono molteplici i fattori temporali che influenzano negativamente la nostra salute, aventi però tutti un punto in comune: il nostro orologio biologico.

Come può il tempo di assunzione di un pasto influenzare il nostro metabolismo e come possiamo intervenire a riguardo?

Il concetto di “Crono-Nutrizione” definisce l’assunzione di un determinato alimento o componente di esso, in un momento temporale nel quale il metabolismo a lui dedicato è più attivo per processarlo e di conseguenza ricavarne i rispettivi benefici. Quest’ultimo infatti è strettamente legato al nostro orologio biologico il quale influenza e può essere a sua volta influenzato da ciò che mangiamo. Il mantenimento di pasti regolari durante la giornata è il presupposto fondamentale per mantenerci in salute. Una regolarità nei tempi di assunzione permette al nostro orologio biologico di allinearsi alle funzionalità dell’apparato gastro intestinale, ottimizzando il processamento degli alimenti. Non di meno, questo permette di ottimizzare l’utilizzo di alcuni nutrienti piuttosto che altri: il metabolismo di carboidrati e grassi tende a diminuire man mano che ci si avvicina a sera. Al contrario, quello delle proteine tende ad avere un’attività più alta verso la fine della giornata.

La regolarità nell’assunzione dei pasti permette un controllo migliore della glicemia e della secrezione insulinica. Va da sé che l’assorbimento del glucosio a livello intestinale e la secrezione di insulina nel pancreas sono a loro volte influenzate dall’orologio biologico, rimarcando nuovamente la sua importanza all’interno della fisiologia del nostro organismo. Saltare la colazione o andare a letto tardi sono abitudini frequenti al giorno d’oggi. Entrambe sono associate ad un controllo del peso meno efficace, un’assunzione aumentata di alimenti qualitativamente poco validi nonché ad un sonno di minore qualità. E proprio quest’ultimo crea un circolo vizioso andando a sua volta a influenzare negativamente la qualità delle assunzioni nell’arco della giornata successiva.

L’abitudine di molti ad andare a letto tardi durante la settimana viene compensata da lunghe dormite nei giorni festivi, creando uno stress con effetto yo-yo sul nostro orologio biologico. Lo slittamento in avanti di quest’ultimo, favorito inoltre dall’assunzione di caffeina ed alcol, ritarda alcuni processi metabolici, il quale recupero porta ad una transizione in avanti di quelli della giornata successiva.

Ancora una volta si denota l’importanza in tutto ciò del microbiota. La composizione di quest’ultimo è soggetta a oscillazioni giornaliere associate all’orologio biologico. Tuttavia, la relazione che intercorre tra quest’ultimo e la nostra flora intestinale è a doppio senso. Una perturbazione dei microrganismi residenti nell’ intestino può portare ad alterazioni significative dei ritmi biologici e quindi influenzare il processamento di determinati alimenti.

La regolarità può essere un’utopia di questi tempi ma deve al contempo essere un obiettivo per mantenerci in salute. Il nostro organismo ha bisogno del giusto tempo per ripristinare le proprie condizioni fisiologiche al termine di una giornata intensa e può farlo solo con un riposo di qualità e un’alimentazione che non interferisce con il suo orologio biologico.

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