Sono molti i fattori da tenere in considerazione nell’ elaborazione di una dieta personalizzata. Tra questi, molte volte si esclude la glicemia pensando sia solo prerogativa di persone affette da diabete. La curva glicemica influenza in maniera decisa il nostro metabolismo e se non controllata rischia di favorire l’insorgenza di diverse patologie con il corso degli anni.

Ma come va considerata nella creazione di una dieta personalizzata?

L’indice glicemico e, ancor di più il carico glicemico, ci indicano quanto, un determinato alimento, possa alzare la curva glicemica dopo la sua assunzione in base alla quantità e tipologia di carboidrati presenti al suo interno. Da qui diverse linee guida ci raccomandano l’assunzione di alimenti con un basso indice glicemico, magari in accoppiamento a proteine e fibra, per mantenere la crescita della glicemia sotto controllo.

Ma questo lo possiamo considerare sempre vero per il nostro organismo? Effettivamente no.

L’indice glicemico è un valore ottenuto da diversi studi e sondaggi scientifici eseguiti in gruppi di popolazione specifici ed omogenei. Tuttavia, molte volte, la quantità di soggetti inclusi in questi esperimenti non è sufficientemente ampia da poter rappresentare tutta la popolazione mondiale. Va da sé che l’indice glicemico indica solamente una media di valori con degli estremi, a volte, molto ampi. A parità di condizioni di assunzione, lo stesso alimento può favorire un picco glicemico in una persona e un aumento della curva molto lieve, quasi impercettibile, in un’altra. Questa differenza può diventare significativa dal punto di vista della salute metabolica se riferito a soggetti che soffrono già di alcune patologie come per esempio il diabete. Nel caso di persone sane, considerare la curva glicemica personale rappresenta la base per una prevenzione ottimale.

Questo lo si può fare tramite la misurazione della glicemia, dapprima per il singolo alimento e successivamente per il pasto completo, dove più cibi interagiscono tra loro. Rilevare il valore glicemico a digiuno prima dell’assunzione e ogni 30 minuti nelle 2 ore successive può fornirci dei dati preziosi su come il nostro organismo risponde agli alimenti che siamo soliti consumare. Alla fine saremo in grado di discriminare quei cibi o combinazioni di essi che effettivamente ci provocano un picco glicemico da quelli che non creano una risposta insulinica eccessiva. Ed è l’unico modo per verificare se i numeri riportati nelle varie tabelle degli indici e carichi glicemici disponibili in letteratura possono adattarsi al nostro organismo o meno.

Un controllo efficace della glicemia non permette solo di prevenire e controllare il diabete ma anche altre patologie collegate al cuore, al sistema nervoso e al cancro: non di meno ci aiuta nel controllo del peso e dell’appetito.

Un’accurata indagine alimentare che preveda il monitoraggio della risposta glicemia è il presupposto fondamentale per elaborare una strategia nutrizionale completamente personalizzata.

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