Dieta mediterranea: cos’è?

LA DIETA MEDITERRANEA IN ITALIA

Molti italiani, quando intervistati, affermano di includere la dieta mediterranea nelle loro abitudini alimentari. Ma i sondaggi rivelano che 8 italiani su 10 non la conoscono. Questo regime alimentare, conosciuto in tutto il mondo e, il cui uso è frequentemente enfatizzato, viene spesso ridotto ad un mero insieme di alimenti, presunti responsabili di apportare, con i loro componenti, numerosi vantaggi in termini di salute.

Ma sappiamo veramente cos’è la dieta mediterranea e quali sono i principi su cui si basa?

IL SIGNIFICATO DI DIETA

Per capire a fondo questo concetto è necessario analizzare il termine stesso di “dieta”, che non significa solo mangiare bene, ma si riferisce ad un modo di vivere, quello che attualmente verrebbe definito stile di vita e che in questo contesto favorisce il benessere dell’individuo. Ecco, quindi, che insieme ad una sana alimentazione entrano in gioco altre variabili quali la convivialità, la frugalità, la moderazione, l’attività fisica e la sostenibilità ambientale e sociale.

DA COSA E’ CARATTERIZZATA

Dal punto di vista alimentare la dieta mediterranea è caratterizzata da un abbondante utilizzo di frutta e verdura, cereali integrali e legumi. Latticini, carne e uova sono limitati a pochi giorni all’anno, escludendo completamente quelli provenienti dal mondo dell’industria, come anche i dolciumi.

I PRINCIPI DI QUESTA DIETA

La frugalità del pasto unita alla moderazione sono i due caposaldi che insieme ad alimenti stagionali di provenienza locale apportano i grandi benefici di cui si parla tanto: dalla prevenzione del rischio cardiovascolare a quella delle patologie croniche, dalla minor insorgenza di tumori al suo effetto antiaging. In riferimento a ciò è utile ricordare come la salute del nostro organismo non può e non deve essere dissociata da quella dell’ecosistema: l’utilizzo di prodotti a kilometri zero, autoctoni della specifica regione e coltivati rispettando la loro stagionalità garantisce vantaggi non solo in termini di salute ma anche in relazione all’ ambiente e alla comunità locale. Si deve ricordare che il trasporto come lo stoccaggio per lunghi periodi delle derrate alimentari da importazione portano ad un significativo decremento delle loro qualità nutrizionali.

CURA DELLA TRADIZIONE

Le preparazioni culinarie sono tradizioni da preservare come un tesoro. Dedicare il giusto tempo alla preparazione degli alimenti e alla loro degustazione in compagnia migliora la qualità della vita e favorisce un controllo del peso. Fondamentale risulta, inoltre, la riscoperta di quelle ricette regionali, inventiva delle mamme del dopoguerra, per eliminare gli sprechi di cibo. Pietanze come la frittata di pasta, i canederli trentini, la pinza veneta e la ribollita toscana non devono essere visti come piatti per soddisfare la propria golosità personale, ma per sostenere una diminuzione dello spreco di cibo sempre più crescente.

LIMITARE I PRODOTTI DELL’INDUSTRIA

Rispetto alla prima metà del 1900 la popolazione ha incrementato del 30-40% le assunzioni caloriche con un relativo decremento dell’attività fisica. L’uso smodato di prodotti confezionati e formato famiglia porta ad uno spreco alimentare che arriva fino al 30% per nucleo famigliare. Non di meno, l’ampio consumo di carne porta ad un impoverimento delle risorse idriche, ad un aumento dell’inquinamento e ad un’ erosione del suolo sempre più inarrestabile. Un bovino adulto da latte consuma circa 600.000 litri di acqua l’anno, quanto una famiglia di quattro persone.

UN VERO CAMBIAMENTO

Si evince quindi come l’approcciarsi alla dieta mediterranea sia qualcosa di più grande rispetto al solo cambiamento delle abitudini a tavola. Ad oggi la comunità scientifica è unanime nell’affermare che la salute non dipende da singoli fattori, ma da più variabili che agiscono in sinergia, rendendo la dieta mediterranea un ottimo antidoto per affrontarle.

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