Coenzima Q10 nello sport

LO STATO OSSIDATIVO

Lo svolgimento di un’attività sportiva favorisce l’insorgenza di uno stato ossidativo direttamente proporzionale alla durata e intensità dell’esercizio. L’aumento dei radicali liberi (ROS) nel sangue e gli effetti negativi sulla funzionalità del muscolo scheletrico, portano molti sportivi a ricercare negli antiossidanti la soluzione per sostenere il proprio fisico durante l’allenamento e la gara. Tra tutti, il coenzima Q10 sembra avere delle potenzialità in più rispetto agli altri.

Ma è davvero così? Analizziamole insieme!

FUNZIONI DEL CoQ10

Il coenzima Q10 o ubichinone è una molecola naturalmente sintetizzata dal nostro organismo il cui ruolo principale viene svolto all’interno della catena respiratoria mitocondriale per la produzione di energia sotto forma di ATP. Ma esso ha anche altre funzioni tra cui la prevenzione del danno ossidativo a livello delle membrane cellulari tramite l’inattivazione dei ROS e la rigenerazione e il riutilizzo di altri antiossidanti come l’ascorbato e il tocoferolo. Le sue concentrazioni nell’organismo sono altresì inversamente associate all’ossidazione del colesterolo.

IL RUOLO NELLO SPORT

Diversi studi hanno analizzato il comportamento di questa molecola durante lo svolgimento di un’attività fisica, ottenendo tuttavia risultati contrastanti, che spesso non ne giustificano l’ampio uso attualmente presente tra gli sportivi. Si deve ricordare infatti che altri fattori tra cui l’età, il sesso e lo stato di allenamento influenzano l’azione di questi composti sul metabolismo. Gli effetti maggiori che possono essere attribuiti al CoQ10 riguardano una più efficiente produzione di ATP durante l’esercizio, un controllo migliore della glicemia e una diminuzione dello stato ossidativo e del danno muscolare che si genera in seguito ad allenamenti intensi.

MODALITA’ DI ASSUNZIONE

Riguardo la sua integrazione ci sono due considerazioni da fare. Come tutti gli antiossidanti, l’assunzione nelle modalità errate può compromettere l’adattamento all’esercizio dell’organismo. Proprio per questo il suo utilizzo deve essere fatto nel picco della stagione agonistica, quando l’intensità risulta maggiore, e in soggetti ben allenati. La sintesi endogena di questo prezioso composto diminuisce con il passare degli anni. Per questo motivo l’integrazione può essere consigliata più che altro in atleti over 40.

Inoltre, la dose deve essere calcolata sulla specifica persona e in questo caso più che mai, la generalizzazione non può essere applicata. L’integrazione deve essere mantenuta nel lungo periodo e l’utilizzo di questo integratore in match o competizioni singole non porta alcun vantaggio.

LA BIODISPONIBILITA’

Sebbene manzo, pollo, pesce e broccoli rappresentano delle ottime fonti di CoQ10, esse garantiscono una quantità di composto inferiore rispetto a quello prodotto internamente dall’organismo. Nell’utilizzo di un integratore, tuttavia, la biodisponibilità può rappresentare un fattore limitante in questa ricerca della prestazione perfetta. In relazione a ciò, l’assunzione della forma ridotta, ubichinolo, disperso in un composto a base di lecitina, può aiutare. Quest’ultima, agendo come surfattante, ne facilita l’ingresso e, quindi, la biodisponibilità .

AVVERTENZE

Ci teniamo a sottolineare come la dose riportata in etichetta dal produttore non può adattarsi a tutti gli sportivi indiscriminatamente e che una valutazione caso per caso è sempre necessaria. Solo così è possibile adeguare il dosaggio e le modalità di assunzione al programma di allenamento e al calendario agonistico, garantendo concentrazioni ematiche di CoQ10 più stabili ed esenti da cali improvvisi che possono favorire lo stato ossidativo.

Torna su