I soft drink sono ampiamente presenti nel mercato da diversi anni ma il loro utilizzo non è relegato ai soli momenti di piacere. Il loro uso è frequente in diverse discipline sportive, come per esempio il ciclismo e la corsa a piedi, soprattutto durante le gare. Si ritrovano nei tavoli dei ristori e vengono spesso assunti negli ultimi istanti della competizione per avere uno spunto al traguardo.

Ma come va considerata l’assunzione di coca-cola® e simili in ambito sportivo?

Sono tre gli ingredienti da tenere in considerazione parlando di soft drink come questo: gli zuccheri, la caffeina e l’anidride carbonica. I primi sono presenti in buone quantità, circa 35 grammi per una classica lattina da 33cl, donando a questa bevanda un’osmolarità superiore rispetto ai convenzionali sport drink. Questo significa che la sua assunzione provoca un richiamo di acqua a livello intestinale, processo che influisce negativamente sullo stato di idratazione dello sportivo. Non di meno, tale concentrazione di zuccheri può portare all’insorgenza di disturbi gastrointestinali, in particolare in sport come la corsa a piedi dove l’apparato gastrointestinali è già sotto stress a causa del movimento continuo. La tipologia e quantità di zuccheri presenti, inoltre, causano un rapido aumento della glicemia ematica fornendo velocemente energia alle cellule coinvolte nel movimento. Tuttavia, il picco glicemico è spesso seguito da un drastico calo dei livelli di glucosio portando ad una temporanea ipoglicemia che potrebbe influenzare negativamente la prestazione atletica.

La caffeina presente all’interno è in quantità nettamente inferiore rispetto a quella presente negli sport drink o negli integratori specifici, ma presenta un assorbimento più rapido ed un’azione più efficace rispetto a quella presente in una tazzina da caffè.

Infine, l’anidride carbonica presente all’interno aggrava le condizioni di stress intestinale, già messo a dura prova dal movimento, influenzando negativamente il corretto funzionamento dell’intestino nonché portando l’atleta ad un reflusso di aria verso l’esterno tramite la bocca.

Detto questo, l’uso della coca-cola® deve essere attentamente valutato: la sua assunzione in gara non porta solo a effetti negativi e nei giusti modi e nelle adeguate quantità può favorire il benessere dell’atleta durante l’esercizio. Diluire la coca-cola® con dell’acqua permette di diminuirne l’osmolarità ottimizzando l’assorbimento a livello intestinale. Non di meno, bere soft drink sgasati permette di evitare gli spiacevoli inconvenienti dati dalla presenza di aria all’interno dello stomaco e dell’intestino.

In competizioni di breve durata, l’assunzione di coca-cola® negli ultimi istanti di gara potrebbe dare una scarica di energia all’atleta data dalla compresenza di zuccheri e caffeina che creano a questo proposito un effetto sinergico. Nelle gare di endurance invece, essa può alleviare la “fatica indotta dal gusto” rinfrescando il palato dello sportivo, spesso stanco a causa della continua assunzione di sport drink con una bassa palatabilità. In questo caso l’assunzione deve essere fatta a piccoli sorsi, evitando l’ingestione di ingenti quantità in poco tempo.

Come molte altre bevande presenti ai ristori di gara, anche la coca-cola® presenta delle valide potenzialità che se sfruttate al meglio possono aiutare l’atleta a mantenere la sua prestazione sportiva.

Un’adeguata strategia nutrizionale è in grado di garantire un rifornimento costante di nutrienti per il tuo metabolismo mantenendo sempre un’ottima palatabilità e senso del gusto influenzando positivamente non solo la prestazione ma anche il lato psicologico della corsa.

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