L’attenzione rivolta al CBD negli ultimi anni è aumentata notevolmente. Non di meno, il suo uso tra gli atleti professionisti come quelli amatoriali, sta aumentando. Ma quali sono le sue caratteristiche e fino a quale punto si è spinta la sperimentazione scientifica in merito a questa molecola? Dobbiamo considerarlo un integratore sportivo, un aiuto ergogenico o un farmaco a tutti gli effetti?

Ecco ciò che dovete sapere!

Il CBD o cannabidiolo viene estratto dalla pianta della specie Cannabis sativa, conosciuta anche come canapa. A differenza delle altre varietà, come la Cannabis indica, la C. sativa contiene meno dello 0,2-0,3% di THC (tetra-idro-cannabidiolo), fatto che la rende prevalentemente innocua per il consumatore finale in relazione alla quantità di sostanze psicotrope. Vogliamo specificare che il CBD e il THC sono solo i due principali cannabidioli di un gruppo molto più numeroso (circa 100), presenti all’ interno del genere Cannabis. Il CBD lo si ritrova in commercio principalmente come olio ricavato dai semi di canapa, ma viene venduto anche in pastiglie o creme per un’applicazione topica. Il suo uso si è fatto più frequente tra gli sportivi per i suoi effetti benefici. L’assunzione di CBD ha un effetto ansiolitico, utile per lo stress generato in particolari eventi agonistici. Presenta un’azione analgesica e anti-infiammatoria, alleviando il dolore e ottimizzando il recupero post esercizio, soprattutto in quegli sport dove si ha un elevato turn over delle cellule del muscolo scheletrico, dovuto a sforzi intensi e prolungati o a ripetuti contatti fisici come il rugby e la boxe. La sua azione si estende inoltre all’ intestino, ripristinando la permeabilità delle mucose e riducendo i dolori gastro intestinali dovuti ad attività di lunga durata. Infine, in base alle dosi di assunzione, il CBD può favorire il sonno, negli atleti con problemi nell’ addormentamento, come allo stesso tempo ottimizzare la veglia, per gli sportivi coinvolti in attività di ultra endurance.

Tutto ciò però deve essere considerato alla luce dell’attuale ricerca scientifica la quale al momento è ferma in studi pre-clinici. Un’accurata sperimentazione di questa molecola sull’ uomo non è ancora stata fatta e gli effetti collaterali non previsti possono essere diversi. L’uso del CBD viene spesso visto come un’alternativa all’ assunzione dei FANS, ma i veri effetti sul nostro organismo non sono ancora stati chiariti del tutto.

La prudenza quindi è d’obbligo.

Il CBD è sottoposto al libero commercio ed è presente sugli scaffali di diversi negozi. Tuttavia, è da sottolineare il fatto, che per molti di questi prodotti i controlli di qualità durante la filiera produttiva sono carenti e non ci si può aspettare lo stesso livello di sicurezza e l’applicazione di tutte le norme GMP, prerogativa della produzione farmaceutica. Il consumatore deve prestare attenzione nella fase di acquisto e valutare attentamente se il prodotto come anche la dose possono essere adeguati allo scopo. Infine, vorremmo ricordare come, anche se la WADA ha eliminato il CBD dalla lista delle sostanze vietate in competizione (2018), molti prodotti presenti in commercio possono essere soggetti a cross contaminazione da altri cannabidioli, THC incluso. Non di meno, l’effetto che il CBD ha sul metabolismo urinario non è ancora chiaro. In entrambi i casi la possibilità di falsi positivi, come anche veri, in sede di test antidoping risulta al momento ancora elevata.

La consulenza con un medico o nutrizionista competenti in materia possono aiutare nella scelta come anche nella lettura dell’ etichetta in fase di acquisto.

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