In alcune discipline sportive la giusta massa corporea assume una rilevanza maggiore rispetto ad altre. Si parla di sport di combattimento, dove le categorie di peso determinano gli incontri, e sport come la danza e la ginnastica artistica, nei quali l’estetica del corpo viaggia di pari passo alla prestazione sportiva. Di conseguenza diversi atleti, anche giovani, seguono protocolli rapidi per la perdita di peso in preparazione alla gara, certe volte discutibili e con effetti poco conosciuti sulla salute, in particolare nel lungo termine.

Come si può quindi raggiungere la composizione corporea desiderata recando il minor danno al nostro organismo?

La rapida perdita del peso nei sette giorni precedenti l’incontro o il saggio di danza è un protocollo consolidato per la maggior parte degli atleti. Mentre per gli adulti, questa tecnica può essere in alcuni casi tamponata in maniera efficace dall’organismo, maggiore attenzione va posta nei ragazzi, per non interferire con il corretto accrescimento di tessuti e distretti corporei. La manipolazione del peso avviene solitamente tramite una disidratazione controllata, l’eliminazione delle riserve di glicogeno e lo svuotamento completo dell’apparato intestinale. Tutte queste tecniche, seppur efficaci, nel lungo periodo possono influenzare negativamente la mineralizzazione delle ossa, il sistema immunitario e indurre la comparsa di disordini alimentari e stati psicologici alterati caratterizzati da ansia, tensione e depressione.

La perdita di peso deve essere un processo graduale, di più lunga durata che permetta all’atleta di raggiungere il suo obiettivo di massa corporea in un tempo adeguato per il suo organismo. Lo si può fare adeguando la quota proteica e diminuendo quella dei grassi. In previsione della competizione si può affinare il processo eliminando gli alimenti ricchi di fibra, grassi e, in parte, il glicogeno muscolare.

Se il controllo del peso, da parte della direzione di gara viene effettuato il giorno antecedente la competizione, una parte del recupero andrebbe anticipata prima di andare a dormire, permettendo all’organismo di ristabilire in parte l’equilibrio per il giorno successivo. Durante la competizione, l’uso di caffeina o di risciacqui orali a base di zuccheri può aiutare nel sostenere le funzioni cognitive e quindi la prestazione sul campo.

L’utilizzo di tecniche di disidratazione controllata deve essere attentamente valutato e la fase di recupero gioca un ruolo fondamentale per evitare effetti collaterali nel lungo termine. Alla fine della gara l’atleta deve reintrodurre i liquidi in maniera graduale e costante per reidratare il proprio corpo e allo stesso tempo per non acuire i disturbi gastrointestinali conseguenti alla restrizione alimentare adottata. Durante questa fase l’utilizzo di sport drink isotonici contenenti carboidrati è in grado di sostenere la reidratazione e la re-sintesi del glicogeno muscolare non appesantendo l’apparato gastro intestinale. Un’ottima bevanda indicata a questo scopo è altresì il latte. Già dalla seconda ora di recupero si devono reintrodurre alimenti solidi ricchi di zuccheri semplici.

Ogni organismo reagisce in maniera differente a determinati stimoli ed è per questo che una ricomposizione corporea nel breve termine deve essere attentamente pianificata per non incorrere in cali della prestazione ed effetti collaterali per la salute.

La consulenza presso un professionista del settore è sempre consigliata per impostare al meglio un protocollo “ad hoc” per i tuoi obiettivi e le tue necessità fisiologiche.

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