Carnitina: si o no?

UN INTEGRATORE DISCUSSO

Il ruolo della carnitina all’interno del mondo degli integratori è controverso e gli studi clinici in relazione ai suoi presunti effetti benefici sul muscolo durante l’esercizio trovano con difficoltà una risposta concorde.

Ma quale ruolo ha questo composto nel metabolismo energetico e come lo può influenzare?

LE SUE FUNZIONI

La carnitina è deputata al trasporto degli acidi grassi a catena lunga attraverso la membrana mitocondriale, favorendo di conseguenza l’ossidazione lipidica. Più volte si è speculato su come una sua integrazione, soprattutto in ambito sportivo, possa influenzare positivamente il consumo dei grassi, fornendo ulteriore energia al muscolo scheletrico durante esercizi di endurance. Tuttavia, il metabolismo associato alla carnitina risulta strettamente legato all’intensità con cui si svolge una certa attività. Non ci si può quindi limitare a parlare del solo metabolismo dei grassi ma è doveroso includere anche quello dei carboidrati, forse quello più influenzato dall’integrazione di carnitina. Quest’ultima, ad un’intensità inferiore al 60% della propria VO₂Max favorisce il consumo dei grassi. Al contrario non apporta benefici con esercizi svolti ad una VO₂Max superiore al 60%. In questo caso i vantaggi sono a carico del metabolismo glucidico, con una riduzione della produzione di lattato e quindi un ritardo nell’insorgenza della fatica. Questo è dovuto all’effetto tampone della carnitina nei confronti dell’acetil-CoA, che porta di conseguenza ad un’ottimizzazione di tutto il processo energetico associato ai carboidrati.

COME ASSUMERLA

L’assunzione per via orale di sola carnitina è in grado di aumentarne i livelli ematici ma non quelli muscolari. Ciò è dovuto ad un gradiente osmotico che non ne favorisce l’ingresso nel muscolo. L’integrazione di questo composto deve essere quindi associata ad una quota di carboidrati sufficiente da stimolare la secrezione di insulina, la quale favorisce a sua volta l’ingresso della carnitina nel muscolo. Tuttavia, essendo che per avere risultati significativi l’integrazione deve essere mantenuta per diverse settimane, una tale assunzione di carboidrati può portare a effetti negativi sulla composizione corporea. Per questo motivo è necessario rispettare delle adeguate proporzioni che includano anche delle proteine, in modo da bilanciare la secrezione di insulina con la variazione di massa corporea.

ATTENZIONE ALLE PROPRIE NECESSITA’

Ci teniamo a sottolineare inoltre, come l’assunzione di una singola dose prima dell’inizio dell’attività non garantisce vantaggi significati sulla performance. Anche in questo caso gli studi clinici sono discordanti.

Si evince quindi, come l’integrazione di carnitina debba essere attentamente pianificata in base alle caratteristiche del soggetto e dell’attività sportiva intrapresa.

Una consulenza nutrizionale incentrata sull’integrazione nello sport risulta utile per chiarire i propri dubbi in merito e scegliere la strategia integrativa più adeguata alle proprie esigenze.

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