Ampiamente presente all’ interno delle nostre abitudini alimentari, la caffeina svolge un ruolo importante nel determinare la prestazione atletica di uno sportivo. Inizialmente inserita nella lista delle sostanze dopanti da parte della WADA (World Anti-Doping Agency), attualmente non è più considerata tale e il suo uso è consentito anche negli eventi agonistici.

Questa sostanza, inclusa nella categoria degli alimenti nervini, svolge il suo effetto stimolante direttamente sul sistema nervoso portando ad un aumento della concentrazione mentale, ad un ritardo nell’ insorgenza dei sintomi della fatica e ad una stimolazione della lipolisi tramite la secrezione di adrenalina. È presente principalmente nel caffè, nel tè verde e nel cacao, ma la si può ritrovare anche in altre piante come il mate e il guaranà. Ma quali sono i vantaggi derivanti dal suo uso durante lo svolgimento di un’attività sportiva?

La caffeina è classificata come un aiuto ergogenico, che permette all’ atleta di mantenere costante l’intensità di esercizio e la propria concentrazione sul campo, ritardando l’insorgere della fatica cognitiva. Inoltre, la sua assunzione insieme a dei carboidrati a rapido assorbimento, crea un effetto sinergico, permettendo di ottimizzare la produzione di energia necessaria a compiere il movimento. I suoi effetti iniziano dopo circa 20-40 minuti dall’ assunzione con un picco che viene raggiunto in 60 minuti e una durata che può raggiungere le 6 ore.

Ma chi beve frequentemente il caffè ha un effetto diminuito?

La risposta è no. L’effetto benefico della caffeina viene raggiunto pienamente anche da chi è un assiduo bevitore di caffè o bevande affini; l’unica differenza è che il picco lo raggiungerà in un periodo di tempo lievemente più lungo.

Le dosi di assunzioni vanno attentamente calcolate, in base alle proprie sensazioni e al tipo di sport per evitare eccessi che porterebbero inevitabilmente ad effetti collaterali, anche pesanti. Superare la dose massima giornaliera porta a stati d’ansia, stress, tachicardia e disidratazione, tutti fattori che influiscono negativamente sulla prestazione atletica. Inoltre, un suo uso eccessivo può alterare il sonno e quindi il recupero al termine dell’attività. Ci teniamo a sottolineare che la caffeina, come tutti gli integratori per lo sport, deve essere prima testata in allenamento da parte dell’atleta e solo in seguito utilizzata in gara, per verificare la propria tolleranza personale ed eventuali effetti non desiderati. Gli snack disponibili in commercio sono molteplici e in diversi formati: lo sportivo deve prestare attenzione non solo alla palatabilità dell’ integratore ma anche alla possibile interazione tra la caffeina e altri ingredienti presenti all’ interno.

Un’attenta indagine nutrizionale è in grado di valutare le dosi adeguate e il momento ideale dell’assunzione in base alla disciplina sportiva, garantendo la continuità della prestazione per tutta la durata dell’evento agonistico in completa sicurezza.

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